“12”

la volta del Globe Theatre con i segni zodiacali dipinti sopra le teste degli attori.

Verso la metà del ‘500 il valore dell’astrologia – fino ad allora equiparata all’astronomia – comincia a cambiare: astrologia giudiziaria e astrologia naturale. La prima è la previsione del futuro, mente la seconda vede un collegamento fra macrocosmo – l’universo – e microcosmo: gli esseri viventi. Anche l’Uomo. Inserito come tutte le creature nell’ordine della Natura sulla ruota del Tempo, egli si evolve attraverso dodici tappe: i dodici segni dello Zodiaco. Nel Sonetto 14, Shakespeare dichiara di conoscere molto bene l’astrologia. Queste tesi sono elaborate da Filippo Melantone, umanista e astrologo, all’università di Wittemberg, dove – guarda caso – si dice abbia studiato Amleto, il più complesso fra i personaggi shakespeariani. In tutte le sue opere Shakespeare esalta il potere inalienabile della Natura: un imprinting. Shakespeare conosceva lo schema dello Zodiaco. Secondo me, Willy vi si è ispirato per creare i suoi personaggi più grandi.

Il documentario

DODICI / TWELVE parte prima:

https://youtu.be/tbP9LTEJ55U

DODICI / TWELVE parte seconda: