“12”

Parti dal silenzio. Vedi se ti nasce un fiore nelle carni.

“DODICI”
Astrologia shakespeariana

COS’E’ “12”?

Shakespeare conosceva benissimo l’astrologia. Basta che un qualunue lettore apra a casaccio una delle sue opere per accorgersi di quanto egli usi, in versi o in prosa, la simbologia celeste. Certi personaggi ne La dodicesima notte – scrive Shakespeare – sono nati “sotto il Toro”; altri in Molto rumore per nulla “sotto Saturno”; altri ancora in Tutto è bene quel che finisce bene “sotto Marte”.

E poi ci sono quelle parole, “stuff” (materia) e “earth” (terra), che riccorrono sempre ogni volta che Shakespeare scrive dell’Uomo come composto di “materia”, nato dalla “terra”, e che, appartenendo dunque al microcosmo terreste, subisce (come tutte le altre creature) gli influssi del macrocosmo, cioè l’universo. Re Lear, Pericle, Amleto, Misura per misura, Timone d’Atene... tutte le opere, in un modo o nell’altro, parlano di questo “earthly man”, questo “uomo fatto di terra”.

E ancora: nel Sonetto 14, lo stesso Shakespeare confessa, non senza una certa ironia: “Non dalle stelle io colgo il mio giudizio, / eppure mi pare di possedere l’astrologia”.

William Shakespeare conosceva l’astrologia, e credeva nell’astrologia naturalis, ovvero quella dottrina lontana e avversa agli oroscopi, alla lettura del futuro (astrologia judiciaria), che stabiliva una relazione appunto fra microcosmo e macrocosmo. L’Uomo – come è scritto nel Re Lear – è fissato ad una ruota, la grande ruota del Tempo, e nascere in un determinato periodo dell’anno, su un determinato punto su questa ruota del Tempo, significa nascere con una materia – “stuff” – con precise caratteristiche, con una precisa personalità.

Ciò non esclude tuttavia il grande principio Cristiano del libero arbitrio. Nel Giulio Cesare Shakespeare rifiuta di cedere al volere dispotico delle stelle. Così anche nel Romeo e Giulietta.

Per l’astrologia naturale, e per Shakespeare, l’Uomo può, anzi, deve scegliere per se stesso. E’ da questa libertà che nasce il grande dubbio amletico. In sostanza, l’Uomo shakespeariano, che nasce “fatto di terra” e quindi possiede qualità innate, può evolvere verso il Bene o corrompersi verso il Male. Nessun personaggio in Shakespeare è solo buono o solo cattivo, così come non ci sono segni zodiacali migliori di altri. La coscienza è il nostro timone. Ci dà la rotta, ci spinge avanti, o ci blocca – come nel caso di Amleto – e ci paralizza nel dubbio più profondo: essere o non essere.

Infine, Shakespeare attibuisce al principio di “Misericordia” il valore più alto, più divino. La Misericordia – si veda Il mercante di Venezia, o il Riccardo III o Misura per misura o Tito Andronico – è “attributo dello stesso Dio” (Mercante) ed è – si potrebbe dire – la mano che stringe il timone. l’Uomo deve puntare ad assomigliare a Dio. Con un’eredità naturale che gli viene dalla “terra-materia”, e con la coscienza che lo pone davanti ai tanti bivi della vita, egli deve tendere a Dio, all’esercizio umano e divino della pietà.

Shakespeare conosceva l’astrologia come la dottrina dell’evolvere del Tempo sulla ruota. Ogni segno zodiacale, ogni creatura nata in un preciso momento dell’anno, ha la sua precisa personalità, la sua funzione, le sue qualità e le sue mancanze. Forse Shakespeare ha applicato uno schema astrologico per costruire i suoi personaggi più grandi. Forse ha scelto che…

SEGNI / PERSONAGGI / OPERE:

1. Ariete / Romeo (Romeo e Giulietta)
2. Toro / Prospero (La tempesta)
3. Gemelli / Benedetto e Beatrice (Molto rumore per nulla)
4. Cancro / Riccardo III (Riccardo III)
5. Leone / Re Lear (Re Lear)
6. Vergine / Porzia (Il mercante di Venezia)
7. Bilancia / Benvolio (Romeo e Giulietta)
8. Scorpione / Ermione (Il racconto d’inverno)
9. Sagittario / Angelo (Misura per misura)
10. Capricorno / Giulietta (Romeo e Giulietta)
11. Acquario / Mercuzio (Romeo e Giulietta)
12. Pesci / Amleto (Amleto)

Il documentario:

DODICI / TWELVE parte prima:

https://youtu.be/tbP9LTEJ55U

DODICI / TWELVE parte seconda:

La pagina facebook di “12”:

http://www.facebook.com/astrologiaperattori