TO BE… SHAKESPEARE / Auditorium

Da novembre 2018 a marzo 2019 cinque incontri su Shakespeare all’Auditorium Parco della Musica a Roma. Alla domenica, ore 11.

“Non m’interessa farvi un’altra lezione su Shakespeare. Voglio portarvi là, nel suo mondo, nella sua mente, nella sua immensa immaginazione. Mostrarvi le infinite sfumature dei suoi personaggi; porvi questioni e “indovinelli” che vi faranno tremare il cervello e metteranno in discussione tutto ciò che sapete (o che pensate di sapere) sul teatro, e su voi stessi, e sull’esistenza. Amleto ha detto che “compito del teatro è porgere lo specchio alla natura”. Bene! La natura siete Voi, siamo Noi. Shakespeare è lo specchio. Bisogna per forza guardarci dentro”.

TO BE…ROMA

18 novembre 2018

Perché Shakespeare scrive il Giulio Cesare, il Coriolano o il Tito Andronico? Di cosa parlano esattamente queste opere e perché Shakespeare frequenta così assiduamente Roma? Cos’è Roma? E più in generale: qual è la relazione fra l’ambientazione in un’opera teatrale e l’opera stessa con le sue trame e i suoi personaggi? Roma è per Shakespeare “ingrata”, teatro di lotte politiche e sociali, città emblema del caos, dei tumulti. È Roma stessa ad esprimere tutta la forza delle tormentate domande dell’Uomo moderno.

Foto: Moreno Maggi / Auditorium 18.11.18

TO BE…ASTROLOGY

16 dicembre 2018

Le opere di Shakespeare mischiano arbitrariamente elementi di Cristianità, mitologia greca e cosmologia. Che Shakespeare conoscesse bene l’astrologia è scritto nelle sue opere e attestato nel Sonetto 14. A cavallo fra ‘500 e ‘600, dopo la Rivoluzione Copernicana, il valore scientifico di cui gode ancora l’astrologia (fino ad allora equiparata all’astronomia) si trasforma. Il ‘600, secolo della scienza, e il ‘700 con l’Illuminismo di cui si intravedono già i primi gelidi bagliori, cominciano a denigrare l’astrologia e a ripudiarla. Ma Shakespeare? Ci sono indizi nell’Amleto e in tutte le sue opere che egli non solo la conoscesse bene, ma che ne abbia applicato gli  schemi (lo zodiaco) come fonte di ispirazione per costruire le sue opere e i suoi personaggi.

TO BE…SOCIAL

27 gennaio 2019

Gli antropologi sono concordi nell’affermare che il bosco iniziatico dove anticamente venivano di notte abbandonati fanciulli e fanciulle – luogo immaginario di riti sciamanici e di crescita che sopravvive ancora nelle fiabe o in certe tribù non civilizzate del mondo – abbia traslocato e sia approdato oggi sul Web. È su Internet che i giovani si perdono; su Internet combattono le loro lotte per l’affermazione della personalità; su Internet vengono torturati dai demoni contemporanei, bruciati vivi, “fatti arrosto” nei tanti calderoni mediatici e poi ricomposti. Solo chi sopravvive a tanto orrore, potrà dire di essere maturato. La foresta magica del Sogno di una notte di mezza estate o la fantastica Illiria ne La dodicesima notte rappresentano questo: luoghi ultraterreni dove perdersi, bruciare e rinascere.

TO BE…MERCUTIO

17 febbraio 2019

Mercuzio il fantasista, Mercuzio il teatro, Mercuzio l’immaginazione, Mercuzio la gioventù. Ma il più enigmatico personaggio del Romeo & Giulietta non è solo un giovane un po’ superficiale ed esuberante (come spesso ce lo restituiscono le nuove regie), amante della parola e delle mascherate. Mercuzio, vero precursore della maschera amletica con tutta la sua universale ambiguità, rappresenta l’inconoscibile mistero dell’Uomo. Di Mercuzio sappiamo poco perché Mercuzio ci dice poco di sé. E in questo silenzio ostinato e pudico sta la sua condanna. Come possiamo pretendere comprensione dagli altri se non ci assumiamo la faticosa responsabilità di mostrarci per ciò che siamo? Mercuzio è un Uomo nascosto, un Uomo a metà, diviso in una dolorosa dualità, magistralmente espressa da Shakespeare nel celebre monologo della Regina Mab, che egli riuscirà a mettere insieme solo con la morte, gridando per la prima volta tutta la propria disperata verità.

TO BE…A WOMAN

10 marzo 2019

Ai tempi di Shakespeare alle donne non era permesso calcare il palcoscenico. Erano giovani attori maschi, ancora senza barba, a ricoprire i ruoli femminili, come attestano alcune battute dei Comici nel Sogno di una notte di mezza estate. Ma per Shakespeare questa è solo un’altra occasione di riflessione: se io non sono veramente chi dico di essere, allora chi o cosa sono in realtà? Ma c’è di più: Rosalinda nel Come vi piace, Giulia ne I due gentiluomini di Verona, Viola ne La dodicesima notte, si travestono da uomo. Ossia, un attore maschio recita la parte di una donna che recita la parte di un uomo. Cosa significa questo, in termini “psicologici”? Secoli dopo, Pirandello e Jung vengono chiamati in causa. La tenacia di Giulietta, la passionalità di Cleopatra, l’arguzia di Porzia, la disperazione di Titania, la follia di Ofelia, la sensualità di Isabella, forse sono solo alcune delle qualità in bilico fra l’universo maschile e quello femminile.

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Assistente al progetto: Giacomo Baroncini.

Info e prenotazioni:
cell: 338 1795935
mail: loziowilly@libero.it
(la prenotazione NON è obbligatoria)

Ingresso: € 10

I biglietti sono acquistabili su Ticket One, o presso il botteghino dell’Auditorium anche il giorno stesso dell’evento.

Mail personale: enricopetronio@loziowilly.com

Si ringrazia l’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Il fotomontaggio dell’immagine dell’evento è stato realizzato per LO ZIO WILLY da Stamperia Romana.
La foto è di Elio Carchidi.

ZW2018